mercoledì 27 febbraio 2019

Batida!

Il martedì continua ad essere il giorno in cui riposo cercando di mettere da parte i problemi dell'hogar: spesso ne approfitto per andare in centro e girovagare per il mercato che, grazie agli sprazzi di vita quotidiana che mi offre, mi permette di capire sempre di più la realtà in cui vivo.
Col passare del tempo ho imparato a conoscere dove comprare la frutta più buona o la verdura più a buon prezzo, a capire dove le cose che mi interessavano maggiormente costavano meno a parità di qualità ed ho avuto modo di farmi amico di qualche venditore, che spesso mi abbassa il valore della loro merce perchè sa che la compravo per i ragazzi e con cui era piacevole fare quattro chiacchiere. Non è stato semplice giungere a questo risultato perchè dove vado di solito le bancarelle erano talmente numerose da impedire alle auto di circolare senza problemi ed a volte risultava difficile persino muoversi a piedi visto l'affollarsi di così tanti ambulanti, ognuno dei quali proponeva la propria mercanzia ai passanti, per cui ero costretto quasi ad una costante ricerca del miglior punto dove acquistare quello che volevo ad un prezzo onesto e con una certa qualità.
Quando ormai ero arrivato ad avere i miei rivenditori di fiducia ecco che arriva il piano di riordino dei mercati: chi non aveva una regolare licenza doveva trasferirsi in una nuova struttura, realizzata dal comune, mentre i proprietari dei vari negozi dovevano provvedere a rimuovere insegne, tettoie ed espositori dal marciapiede pubblico. In poco meno di tre giorni la zona ha cambiato faccia ed era quasi irriconoscibile da quasi tutti i suoi frequentatori: io compreso mi sentivo smarrito perchè le strade erano sgombre dalla marea di venditori a cui mi ero abituato, c'era molta più pulizia ed addirittura notavo botteghe che prima non avevo mai visto perchè nascoste dai tanti tendoni e bancarelle presenti fino a poco tempo prima. Molti dei miei fornitori se n'erano andati e, vista la penuria dei mezzi di trasporto per arrivare fin da loro, ho dovuto riprendere la mia ricerca per trovare l'esercizio che meglio si adattava ai miei gusti: dovevo ricominciare da capo, magari prendendo all'inizio qualche cantonata, ma l'ho presa con filosofia.
Col passare del tempo ho ritrovato qualche vecchia faccia amica che è tornata a vendere nella zona perchè dall'altra parte, a suo dire, non ci va nessuno e quindi non c'è guadagno ma ho osservato che soprattutto sono ritornati gli ambulanti senza licenza, alcuni dei quali propongono quello che hanno prodotto con le proprie mani mentre altri offrono merce di dubbia provenienza. Il comune ha deciso di mandare la polizia per mandarli via: spesso ho avuto modo di sentire e di leggere nei giornali locali che tra forze dell'ordine e venditori non autorizzati ci sono stati dei tafferugli derivanti dall'applicazione della legge che vieta a questi ultimi di ritornare nei mercati che frequentavano prima del riordino deciso dall'autorità e non posso non notare le facce timorose di certa gente non appena intravede gli agenti perchè ha paura della pena che questi possono comminare.
Fino all'altro giorno ero dell'avviso che la legge debba essere sempre applicata e che ci sono delle sedi appropriate per poter protestare circa la sua validità ma un paio di martedì fa sono stato testimone di un fatto che sta facendo vacillare questa mia convinzione: ero appena sceso dall'autobus e stavo per entrare nel mercato de “Los pozos”, uno dei più grandi di Santa Cruz, quando corrono verso di me cinque o sei donne, che dai vestiti e dai lineamenti s'intuiva venissero dalla campagna, cariche di tutto ciò che stavano offrendo ai passanti mentre urlavano “Batida, batida!”, che tradotto in italiano significa “Retata, retata!”. Non faccio ora a rendermi conto della cosa che davanti a me vedo una decina di poliziotti rincorrere le signore mentre dietro ci sono due camion, uno carico di agenti e l'altro di forze dell'ordine con gli scudi antisommossa e manganelli: rimango impietrito, non riesco a credere ai miei occhi. Una delle guardie a piedi si dirige verso una vecchietta che con il suo carrello stava vendendo delle spremute: la afferra e la blocca mentre altri scaraventano il carretto per terra, rovesciando e rompendone tutto il contenuto. La signora stava gridando disperata, trattenuta da due persone, ed era trattata come se fosse un criminale pericoloso: qualche passante ha tentato di prenderne le difese ma invano. Non riesco a capire un simile accanimento: la donna ha infranto un regolamento ma un gesto così non è giustificabile, mi è sembrato un atto di pura prepotenza che condanno ancora di più nell'accorgermi che, in quegli stessi istanti, a pochi metri di distanza chi vende merce di dubbia provenienza è lì tranquillo e nessuno dice niente o fa qualcosa per allontanarli. Il sangue mi ribolle dentro, mi vien voglia di gridare: dov'è la giustizia? La povera signora avrà pure sbagliato, probabilmente si ritrova come molti altri nella situazione di improvvisarsi venditrice di torte fatte in casa, di ortaggi coltivati nell'orto, di bevande o chissà cos'altro per poter sopravvivere in quanto non trova lavoro o l'ha perso per le difficoltà economiche che vivono le imprese private, e deve subire questi trattamenti dalla polizia mentre a chi si comporta volutamente in maniera disonesta e cerca poi di rivendere la propria refurtiva alla luce del sole non viene sanzionato nulla: è possibile una cosa del genere? Se c'è una legge deve essere fatta rispettare da tutti, nessuno escluso, e c'è modo e modo per punire chi non la osservi per cui la violenza pura e gratuita non è uno di questi: questi sono i principi da cui partire per creare una società più giusta.
Har baje

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