Credo che sabato scorso sia stato uno dei giorni più
impegnativi che abbia mai potuto affrontare: ci sono arrivati i nuovi letti per
i ragazzi e la cosa mi ha occupato tutto il giorno… Sapevo che sarebbe stata
una giornata difficile ma non pensavo fino a questo punto!
La decisione di cambiare i letti dei fanciulli è frutto di
una donazione che mi è arrivata dalla congregazione di San Salvador, di cui fa parte il direttore dell’ufficio
missionario del Patriarcato di Venezia, che era stata fatta proprio a questo
scopo. Se da un lato ero felice e mi sembrava di toccare il cielo con un dito,
dall’altra ero un poco preoccupato: da un mese e mezzo circa avevo presentato
un progetto a riguardo ed ero in attesa di sapere se l’avrebbero accettato o
meno, ora ricevendo questa somma mi sentivo un poco a disagio perché in caso di
riscontro positivo mi sembrava di aver in qualche modo preso in giro i nostri
benefattori. Nonostante le esitazioni non potevo ignorare la finalità per cui
mi erano arrivati i soldi per cui con Liliana valuto il da farsi: i letti erano
sicuramente da cambiare perché vecchi di almeno tredici anni, dondolavano, erano
molto ossidati perché di ferro, ricurvi e sopravvissuti ai ragazzi che si sono
succeduti negli anni e che ci saltavano sopra. La prima scelta era di
sostituirli con altri in ferro, che dura molto di più, ma il costo si aggirava
sui 100 euro per la singola e a 200 euro per quello a castello: il totale era
una cifra abbastanza impegnativa visto che il quantitativo da acquistare era di
70 unità! Si decide allora di provare ad andare a farsi dare un preventivo per quelli
in legno: con nostra sorpresa il costo si aggirava sui 50 euro per la singola e
a 110 per quello a castello, entrambi in tajibo che è duro, pesante e soprattutto
resistente alle termiti. Non abbiamo dubbi: si opta per questa soluzione e con
i 3000 euro che generosamente ci hanno donato è possibile comprare 29 letti
singoli e 14 a castello che permettono di sostituire quelli presenti nel
dormitorio maschile e nei due chalet dove riposano le bambine.
Mentre per i ragazzi il cambio verrà fatto in seguito perché
dovrò imbiancare le pareti durante le vacanze estive che sono iniziate in
questi giorni, si decide che sabato 26 novembre le fanciulle avranno i letti
nuovi, complice il fatto che abbiamo fatto tinteggiare le loro abitazioni.
Prima dell’arrivo dei mobili procedo a smontare i vecchi letti con l’aiuto dei
più grandi: l’impresa non è semplice perché alcune viti si sono ossidate ed
indurite ed ho l’opportunità di scoprire che le loro condizioni erano peggiori
di come sembrava visto che qualche pezzo si staccava al solo toccarlo, fortuna che
nessuno si sia fatto male dormendoci sopra! Bisognava poi portare quanto
scomposto in una stanza adibita a magazzino: solo per un chalet ci ho messo
quasi due ore! Comincio a preoccuparmi perché il camion col nostro acquisto non
arriva, avverto il gran caldo che mi fa sentire di più la fatica ma proseguo
andando nell’altra casetta per fare le stesse operazioni eseguite in precedenza nell'altro dormitorio: stavolta sono solo perché i ragazzi sono a vedere la televisione e
la cosa è più difficile. Quando sono alle prese col primo letto a castello mi
avvisano che è arrivato il nostro carico: vado e per poco mi viene un colpo, il
veicolo che lo trasporta è bello pieno! Visto che è da portare a circa 150
metri più in là e non c’è altro modo che farlo a mano, chiamo i più grandi per
aiutare e non è stata una passeggiata: anche se smontati, ogni componente è
pesante per il legno di cui è fatto, il sole ed il caldo non aiutano lo sforzo
ma in un’ora e mezzo riusciamo a finire. Vado a mangiare un boccone e subito dopo vado a
parlare con gli uomini che ci hanno venduto e portato il tutto: mi mostrano
come assemblare e gli chiedo se per favore mi possono sistemare tutto un chalet
e fortunatamente lo fanno mentre io continuo quanto avevo interrotto nell’altro.
Una volta controllato il loro operato, li congedo ed inizio a montare i nuovi
letti nel secondo dormitorio: qualcuno dei maschietti si propone di aiutarmi e
non lo faccio dire due volte, perché avverto un poco la stanchezza. Finisco
qualche minuto dopo le sei di sera, tempo di riposare un attimo e cominciare a
riordinare, mettendo quanto destinato per i maschietti in un’altra stanza in
attesa di aver terminato di pitturare, spostando quanto smantellato in
precedenza da un’altra parte e lasciando qualche rifinitura al lunedì.
Seppur visibilmente affaticato non posso che dirmi
soddisfatto: è stato un buon acquisto perché i letti son belli solidi ed è un
piacere anche il solo vederli, inoltre le facce contente delle bambine è la miglior
riconoscenza che uno possa ricevere. In più mi sento orgoglioso del fatto che qualcuno dei ragazzi abbia voluto dare una mano: per i loro sforzi li ho voluti ricompensare portandoli a mangiare patasca, un piatto tipico della cucina boliviana, perchè semplicemente se la sono guadagnata.
All'appello ora manca una dozzina di letti da cambiare, più gli armadi dove i fanciulli ripongono i loro vestiti e che sono in pessime condizioni: non sono preoccupato perché la Provvidenza ancora una volta è dalla mia parte visto che il progetto che ho accennato all’inizio è stato approvato. Magari non arriverà tutta la somma richiesta ma sicuramente qualcosa sì: basta accontentarsi, in qualunque maniera riusciremo a strappare un sorriso ai nostri ragazzi.
All'appello ora manca una dozzina di letti da cambiare, più gli armadi dove i fanciulli ripongono i loro vestiti e che sono in pessime condizioni: non sono preoccupato perché la Provvidenza ancora una volta è dalla mia parte visto che il progetto che ho accennato all’inizio è stato approvato. Magari non arriverà tutta la somma richiesta ma sicuramente qualcosa sì: basta accontentarsi, in qualunque maniera riusciremo a strappare un sorriso ai nostri ragazzi.
Har baje
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