E' venerdì santo e mi preparo per l'adorazione alla Croce, tocca a me visto che in questa giornata non ci sarà nessun sacerdote ad accompagnare i ragazzi. E' ancora mattina e ripenso alla Via Crucis fatta poco dopo che si sono alzati, hanno partecipato con attenzione e mi hanno felicemente sorpreso perchè in queste giornate è ancora più difficile spiegargli l'amore, soprattutto se penso al bagaglio di dolore che si portano dentro.
Mentre stacco la croce posta dietro all'altare e l'appoggio ad una delle panche della cappella non posso non pensare ai ragazzi, alla loro grida, alle loro lacrime o ai loro volti carichi di tristezza quando pensano alla loro mamma, al papà, ai nonni, agli zii: li vorrebbero lì, il loro desiderio più grande è un loro sorriso, un abbraccio, una carezza e poco importa se sono proprio loro il motivo per cui si trovano qui nel centro.
Mi viene in mente un fatto successo qualche mese fa: era domenica e si era organizzato un incontro con le famiglie, l'unica occasione in cui i parenti possono visitare ai fanciulli senza avere l'autorizzazione del giudice così da mantenere vivo il rapporto e far felice i piccoli ospiti del centro, molti dei quali non vedono da mesi i propri cari. Quest'iniziativa presenta molti vantaggi ma, allo stesso tempo, è un arma a doppio taglio: capita che per qualche bambino non si presenti nessuno, nonostante non gli si chieda nessun permesso scritto, e questo scatena una delusione che spesso si trasforma in pianto mentre a me fa venire solamente rabbia perchè sembra proprio che siano stati dimenticati proprio da chi li ha messi al mondo.
La cosa che fa più male è vedere spegnersi la luce di speranza nei loro occhi e come cerchino in qualche volto noto un conforto, un qualcosa che possa cancellare per qualche secondo la tristezza di quel momento: stavolta è stato il mio turno. Mi trovavo nel bazar, dove mi occupo di vendere vestiti e giocattoli ricevuti in eccesso e che per diversi motivi non servono ai ragazzi, quando vedo una delle bambine muoversi verso la mia direzione. E' da sola, il suo sguardo è rivolto solo alla terra e dalla sua camminata capisco che sua madre non è venuta. Si avvicina e comincia a rovistare, non le dico niente perchè immagino come si possa sentire, lo fa solo per distrarsi, magari provando invidia per i suoi compagni che si trovano lì coi propri cari.
Quando Liliana invita chi non ha ricevuto visita ad andare a vedere la televisione ha un sussulto, si nota che non ha proprio voglia di andarci e mi fa "Marco, per favore posso restare qui?". Guardo il suo volto, mai vista una faccia così triste e delusa in vita mia, e gli dico che va bene, a condizione non faccia confusione. Accenna con la testa che va bene e col passare dei minuti sembra stare più tranquilla, comincia a chiacchierare ma ad un certo punto mi dice "Marco, vuoi sapere una cosa? Mia mamma non è venuta, me l'aveva promesso che questa domenica sarebbe stata qui. Non è possibile, mi ha tradito... ancora una volta!". Queste parole mi hanno gelato il sangue, non avrei mai immaginato di poterle sentire da una bambina di appena 9 anni: è un grido di dolore, di speranza spezzata che mi trafigge il cuore e mi risuona in questo venerdì santo.
Nel pomeriggio ci sarà l'adorazione alla Croce, come spiegare davanti al dolore di questa bambina e di tutte giovani vite che in questo giorno Qualcuno ha dato la vita per ciascuno di noi se non hanno mai sperimentato l'amore? Nella testa ho solamente vivo il ricordo di cos'ho fatto in quell'incontro familiare: a quella fanciulla ho dato il mio tempo, l'ho ascoltata, il mio cuore ha pianto con lei, ho cercato di confortarla ed alla fine le ho detto che poteva scegliere quello che più le piaceva nel bazar, non doveva badare al prezzo perchè ci avrei pensato io. Ci ha messo un bel po', mi ha chiesto più di un consiglio ma so benissimo che era il suo modo per sentirsi importante: l'unica cosa che gli importava in quel momento era aver qualcuno che le stesse vicino ed io non potevo di certo dirle di no. Da allora son diventato per lei una specie di eroe, sebbene quel grido di sofferenza sia rimasto in sospeso, nonostante non abbia fatto qualcosa di eccezionale: sono rimasto nel momento in cui ne aveva più bisogno e si sentiva sola, in fondo l'amore è anche questo.
Har baje

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