domenica 10 agosto 2014

Sulle orme dei Gesuiti

Approfittando della visita degli amici veneziani, mi sono concesso tre giorni di vacanza e sono stato a visitare le missioni gesuitiche presenti nella Chiquitania, a qualche centinaio di chilometri da Santa Cruz e proclamate dall'Unesco come patrimonio dell'umanità.
In passato c'ero già stato ma avevo potuto visitarne solamente due perchè l'uscita era di una sola giornata: stavolta ho avuto la possibilità di vederle tutte. E' stato un po' un tour de force, visti i tanti chilometri percorsi, ma ne è valsa la pena perchè ho potuto ammirare delle chiese meravigliose e conosciuto cose che ignoravo del tutto, come ad esempio la civiltà di Moxos, capace di costituire un impero in mezzo all'amazzonia e dotata di un'ingegneria idraulica addirittura superiore a quella dell'antico Egitto! La cosa mi ha stupito anche perchè i libri di storia non ne parlano, anzi danno l'idea che solamente nelle Ande fosse presente una cultura avanzata mentre nella foresta erano presente solamente uomini selvaggi e simili a delle scimmie. 
La strada percorsa tra una missione e l'altra è stata per lunghi tratti sterrata in mezzo agli alberi: io e i miei compagni di viaggio eravamo colpiti dalle lunghe distanze che separavano le une dalle altre ed eravamo pieni di ammirazione per quegli uomini che, intorno al 1700, si addentravano nella foresta impenetrabile per svariati mesi e anni, con tutte le difficoltà dell'epoca, per portare Gesù agli indigeni. Uomini che non hanno avuto remore a rinunciare a tutto ed mossi dalla fede e dalla loro ferrea convinzione che ciò che facevano fosse giusto: i Gesuiti. Certo, ci sono due movimenti di pensiero in proposito: c'è chi dice che hanno imposto una cultura ai locali distruggendo la loro, altri danno il merito di averli salvati dalla schiavitù e dai massacri perpetrati dall'epoca. Vedendo queste stupende strutture, mi sono reso conto che questi uomini hanno avuto un coraggio fuori dal comune e hanno cercato di inculturare il Vangelo nelle tradizioni che avevano trovato in queste zone: un concetto che soltanto con il Concilio Vaticano II e negli ultimi anni è stato evidenziato e consigliato di applicare! Hanno conquistato gli uomini anche con la musica e gli hanno anche lasciato molte libertà per esprimersi: il risultato è tangibile vedendo queste opere architettoniche, frutto di un dialogo e di rispetto tra due culture molto diverse che si avvicinano e constatando che gli autoctoni hanno conservato, e in qualche caso portato avanti, quanto i Gesuiti gli hanno lasciato, non disperdendo così un lavoro meritevole di attenzione. 
E' difficile descrivere quanto ho visto e sentito: quelle chiese rappresentano non soltanto una meraviglia artistica ma anche un simbolo di quanto l'incontro e non la pretesa di ritenersi superiori all'altro può portare grandi risultati, soltanto il confronto e l'umiltà, uniti ad una forte convinzione delle proprie idee, può portare a grandi cose. E se in tutto questo c'è anche la presenza di Dio, nulla è impossibile.
Har baje





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