giovedì 22 maggio 2014

Fratelli

Domenica è venuto a trovare i suoi fratelli Gilberto, che pochi mesi fa è stato trasferito presso un altro centro: la cosa mi ha fatto molto piacere e mi ha spinto a fare qualche riflessione su una delle caratteristiche dell'hogar che è quella di ospitare molti ragazzi imparentati tra loro, in modo da evitare che il legame familiare si spezzi.
In questi mesi ho potuto osservare che i ragazzi sono più restii a ricercare il contatto coi propri fratelli, salvo preoccuparsi quando uno di loro non stia bene, mentre accade il contrario tra le sorelle: è il caso, ad esempio, delle sorelle Dibibay che sono inseparabili, lavorano sempre in coppia e non le mai viste separarsi per più di 5 minuti, o delle sorelle Hurtado che giocano spesso assieme e, quando è in giornata, Anyi, la maggiore delle tre, dedica del tempo alle più piccole per aiutarle nello studio e nell'igiene personale.
La cosa che più mi intenerisce ed apprezzo è il fatto che alcune sorelle si occupano del fratellino minore: ne è un esempio Lidia, di 11 anni, con Teodoro, di 8, che la va a cercare per giocare o per stare in sua compagnia. Quando il piccolo non vuole mangiare ecco che la ragazzina occorre in suo aiuto e resta con lui finchè non termina oppure lo invita, lo sprona a giocare con lei quando lo vede un po' giù di corda. Vedere come a volte Teodoro la aspetta e come Lidia lo accoglie e lo prende per mano con un sorriso mi rallegra perchè la vede come un rifugio dove trovare riparo, una specie di seconda mamma in grado di dargli un po' di quell'affetto che gli manca. Altra dimostrazione è data dai fratelli Capy, inseparabili nei momenti di gioco e che vedo sempre assieme quando se ne presenta l'occasione: poiché quando sono in compagnia sono un proprio terremoto e non c'è verso di farsi ascoltare, si è scelto di separarli nelle ore di studio ponendoli in due saloni differenti, seppur frequentano lo stesso anno di scuola. Dà altrettanta tenerezza che Abigail a volte cerchi il fratellastro maggiore Alexander per dargli la sua merenda quando non ha fame o per informarsi su come sta quando viene a sapere che sta male.
Non sono però tutte rose e fiori: spesso bisticciano fra loro e si fanno i dispetti per poi venire da me a dirimere la questione, capita che i più grandi picchino i più piccoli o che confabulino tra loro per fare qualche marachella.... ed in questo mi ricordano me e mio fratello quando eravamo più piccoli. Un poco li invidio quando li vedo assieme, ridendo, dandosi consigli e a volte spidocchiandosi a vicenda, forse perchè sono lontano da casa e questo legame mi manca ma basta qualche istante per rendermi conto che, per i ragazzi, avere vicino il proprio fratello o sorella è un punto di forza, è l'unico legame familiare che gli rimane perchè i genitori sono assenti per i motivi più disparati: affrontare le avversità ed i problemi assieme li ha resi e li rende più forti. Per loro avere un fratello significa avere la certezza di avere qualcuno dalla loro parte sempre e comunque, nonostante gli ostacoli che la vita gli pone davanti, in grado di sostenerli in caso di difficoltà e soprattutto che gli voglia bene a prescindere.
Har baje

1 commento:

  1. bellissima testimonianza, Marco. grazie!
    Antonella.mira

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