sabato 5 aprile 2014

Burocrazia...

Giovedì sono andato ad iniziare l'iter per il rinnovo del permesso di soggiorno: memore dell'esperienza dello scorso anno, ero preparato mentalmente ad affrontare la cosa ma a volte la realtà che ci si pone davanti non può che lasciare senza parole... Se qualcuno si lamenta della burocrazia italiana non ha mai avuto a che fare con quella boliviana, che è 10 volte peggio!
Una delle cause di code lunghissime e procedure a volte incomprensibili è rappresentata dal fatto che il governo ha assunto moltissima gente nel settore pubblico, allo scopo poi di accapparsene i voti nelle elezioni: gli uffici vengono organizzati in modo tale che quel che normalmente può fare un solo individuo viene ripartito fra più persone. Nel caso della sezione immigrazioni, l'anno scorso ogni singolo sportello effettuava un'unica operazione: c'era chi consegnava il numero di attesa, chi controllava se i documenti erano in regola, chi ne contava il numero, chi compilava il fascicolo relativo all'istanza presentata, chi controllava che l'eventuale versamento era stato fatto, chi ritirava il passaporto e chi infine rilasciava un'attestazione dell'avvenuto inizio del procedimento... in pratica, se si era fortunati, il tutto si concludeva dopo 5/6 ore con tempi di attesa snervanti. Quest'anno la cosa è un poco migliorata, nel senso che al posto di transitare per 6/7 sportelli si passa solamente per quattro: tuttavia i tempi rimangono lunghi, ci ho impiegato poco meno di 4 ore escludendo il tempo passato in fila per prendere il numero con cui si viene chiamati per essere serviti, una cosa che reputo normale visto che anche da noi funziona più o meno così. La cosa che più sfianca è l'attesa, sopratutto quando vedi la metà delle postazioni vuote ed alcuni funzionari chiaccherare e non fare niente: l'importante è non perdere la pazienza, anche se sembra assurdo che gli impiegati sembrano darsi una mossa soltanto se si va a protestare e che i numeri ad un certo punto vengono chiamati ad alta voce e non vengono più visualizzati in due schermi posti davanti alla gente che sta aspettando, con il rischio concreto di perdere il proprio turno.
Non è soltanto all'immigrazione che la burocrazia con tutto il suo peso si fa sentire: altro esempio è nell'acquisto della sim per il cellulare. Quando mi ci sono cimentato, ho dovuto attendere il mio turno per dire all'impiegato che volevo comprare il chip, andare alla cassa a pagarlo, ritornare alla postazione che mi aveva servito, mostrare la ricevuta di pagamento e soltanto in quel momento mi hanno attivato la scheda: per comprare il credito telefonico ho dovuto passare per la cassa generale perchè gli altri sportelli non erano abilitati a quest'operazione.
Che dire poi degli adempimenti previsti per i rimborsi per le spese alimentari dell'hogar e per la presentazione del bilancio mensile dello stesso? L'anno scorso per aver aumentato da 8 a 10 boliviani (che corrispondono a poco più di un euro) contributo giornaliero per bambino, hanno stabilito la compilazione di nuovi moduli, oltre a quelli già previsti, che non sono di facile comprensione: in caso di errore, sono previste multe e richiami. Per evitare ulteriori formulari, l'hogar ha richiesto il contributo statale per 70 ragazzi, un numero più basso di quello effettivo: questo perchè, nel caso si fosse dichiarato il totale esatto e qualcuno fosse andato via, l'autorità richiede la restituzione dei soldi per il periodo in cui si è rimasti sotto la soglia dichiarata in precedenza.
I contributi sanitari pubblici per le strutture di accoglienza come la nostra sono rigidamente controllati: da una parte è giusto in quanto si vuole sapere come siano stati utilizzati i soldi, dall'altra comporta altri formulari da compilare. Essi sono nominali e non possono essere trasferiti da un ragazzo all'altro: se avanza qualcosa, esso va restituito anche se esistono altre necessità relative alla stessa materia.
Ormai, come gran parte dei boliviani, quando so che dovrò aver a che fare con la burocrazia parto rassegnato e so che dovrò munirmi di molta pazienza: l'importante è che, nonostante i lunghi tempi di attesa, tutto si concluda positivamente e non perdere la speranza.
Har baje

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1 commento:

  1. perbacco!! non c'è mai fine al peggio!
    invece di agevolarvi per tutto quello che fate, vengono posti bastoni fra le ruote!!
    ora che so anche di questo ulteriore disagio, prometto di pregare di più per i nostri missionari includendo nella preghiera "pazienza per la disumana burocrazia"!!
    antonella da Mira

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