giovedì 3 settembre 2020

Le belle sorprese arrivano anche di notte

I ragazzi del centro sono tutto meno che tranquilli: se lo fossero non sarebbero di certo qui! Ognuno porta con sè una valigia carica di sofferenza che li porta ad essere difficili e non è affatto semplice relazionarsi con loro ma a tutto c'è una soluzione: basta trovare un appiglio, anche se piccolissimo, per poter aprire la porta del loro cuore e le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare.
A me è successo in queste due ultime settimane con un fanciullo che non ha ancora compiuto 10 anni: uno di quelli che qui definiamo "casi speciali" visto che quando si incapriccia non c'è verso di riuscire a farlo ragionare né con le buone tantomeno con le cattive, non spiaccica una parola, continua a fare quello che gli passa per la testa e non c'è modo di fermarlo. Mi son ritrovato davanti a queste sue bizze un paio di volte e ne sono uscito sempre senza alcun risultato: per questo quando lo vedevo in questi suoi momenti preferivo non intervenire perchè sicuro di un ennesimo insuccesso e, partendo da questo presupposto, preferivo lasciare fare ad altri. La situazione in un paio di occasioni ha degenerato ed ormai quasi la maggioranza di coloro che avevano avuto a  che fare con lui era arrivata alla conclusione che era un ragazzo che creava solo problemi ma io continuavo a credere che in lui c'era qualcosa di buono, in diverse circostanze avevo notato come fosse attratto dalle cose pratiche, chiedendo di poter aiutare, e dal giardinaggio: mi ero convinto che dovevamo partire da lì per capirlo e ne ho parlato con Liliana.
Visto che le cose stavano peggiorando si è deciso che doveva instaurare un rapporto di fiducia con qualcuno e la scelta è ricaduta sulla responsabile di infermeria e per una terapia occupazionale che consisteva nel dare una mano al sottoscritto in certi orari. Quest'idea è piaciuta subito al bambino ed onestamente anche a me visto che sta cominciando ad aprirsi ed a essere più sereno: mi ha sorpreso sentire che aveva chiesto espressamente di potersi sedere alla mia tavola e soprattutto qualcuno ha osservato che da quando sta in mia compagnia ha ricominciato a ridere... Non me ne ero proprio accorto!
Capita che ci sia qualche ricaduta e questo è da mettere in conto visto che le cose non posso cambiare così repentinamente ma allo stesso tempo mi stupiscono visto che avvengono qualche istante dopo che l'avevo lasciato contento. L'ultima volta è successo l'altra notte: Liliana mi avvisa che non vuole dormire, ha risposto male alla guardia notturna ed è rimasto seduto fuori dal corridoio. Rimango incredulo perchè ha passato la giornata con me rimanendo tranquillo e non posso dire di no alla richiesta di andarlo a vedere: lo trovo lì, con un blocco di legno appoggiato sul volto, appena fuori dalla sua stanza. Mi avvicino, rimango tranquillo perchè so che se mi innervosisco o alzo un po' la voce già ho perso in partenza, gli chiedo cos'è successo ma non ottengo risposta. Capisco che non si trova in un bel momento ma decido di rimanere lì, mi siedo vicino e gli parlo sussurrandogli se era arrabbiato o qualcuno gli aveva fatto qualcosa. Come risposta ho ottenuto un silenzio assoluto ma almeno riesco a farmi dare quel pezzo di legno. Resto lì mentre appoggia la testa alle ginocchia e dopo qualche istante gli accarezzo la testa, facendogli sentire la mia presenza, e gli dico che se vuole parlare sono a sua disposizione. Non pronuncia nemmeno una parola, capisco che non sarà una passeggiata ma non posso fargli passare l'intera nottata così... Non so cosa mi ha mosso in quel momento ma gli tendo la mano rassicurandolo che se la afferra lo ascolterò e cercherò di fare quello che vorrà, magari potremo andare a vedere i cuccioli di cane nati da poco meno di una settimana che gli piacciono tanto: ci sono voluti degli attimi interminabili ma alla fine ho visto come lentamente la sua mano tremante si è alzata e veniva verso la mia ed alla fine l'ha presa! Non ci credevo, ora ha voluto che lo aiutassi ad alzarlo e con gli occhi ancora gonfi mi fa capire che accetta la mia proposta. Lo invito a mettersi qualcosa sotto ai piedi e mi ubbidisce. Mi prende la mano e mi accompagna a prendermi le chiavi necessarie per entrare dove sono i cagnolini. Comincia a parlare e lo fa ancora di più quando stringe tra le mani quello che più preferisce: è completamente diverso da come lo avevo incontrato, anche la sua espressione è più serena e questo non può che rendermi felice. Restiamo lì per un po' e rimango ad ascoltarlo mentre mi racconta un po' di se', di come gli piacciano gli animali e di qualche episodio della sua vita legato a loro: potrei stare ore così ma la giornata è stata faticosa per entrambi ed ormai sta per essere sopraffatto dal sonno. Decido così di accompagnarlo nel dormitorio, gli rimbocco le coperte e ritorno nella mia camera felice perchè ho potuto vivere il più bel momento dell'intera giornata, riuscendo per una volta ad aprirmi con successo un varco nel cuore di un fanciullo che aveva soltanto bisogno di qualcuno vicino e capace di aspettarlo ed ascoltarlo.
Har baje

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