martedì 25 novembre 2014

Ritorno tra novità belle e brutte

Rieccomi di nuovo in terra boliviana! Un po’ mi mancava non essere qui, ormai mi sento come a casa e non vedevo l’ora di rivedere i ragazzi: mi hanno accolto alla grande, con un bel cartellone di benvenuto, e sono corsi dietro alla macchina che mi ha riportato all’hogar. Appena sono sceso, sono stato letteralmente sommerso da abbracci, tutti non facevano altro che ripetere il mio nome ed ho visto volti pieni di gioia per il mio ritorno: si leggeva lontano un miglio quanto gli fossi mancato!  A pochi giorni dal mio arrivo ancora mi corrono subito incontro appena mi vedono abbracciandomi e non mollandomi più, sembrano voler recuperare i due mesi che ci hanno separato: è davvero gratificante, vuol dire che tutti gli sforzi che faccio per loro sono ampiamente apprezzati.

In questi primissimi giorni ho potuto vedere le opere che sono state terminate o realizzate in mia assenza: l’infermeria, resa possibile grazie a dei benefattori lombardi; la costruzione di un piccolo muro per impedire l’allagamento dell’entrata, avvenuta grazie all’interessamento di Padre Henke; un tetto al lato del magazzino degli attrezzi e la sistemazione dei tubi dell’acqua delle docce dei bambini, ottenuti utilizzando delle offerte che avevo raccolto nel corso dell’anno. Ho potuto constatare però nuovi problemi nella struttura, primo fra tutti le condizioni del tetto del corridoio esterno: le prime piogge lo hanno danneggiato pesantemente fino a farne crollare alcuni pezzi e bisognerà intervenire. Ci son molte cose da fare ma, senza farsi prendere dal panico e dalla frenesia, son sicuro che si riuscirà a portarle a termine e non mancano gli imprevisti: ad esempio il consorzio dell’acqua ci ha detto che devono cambiarci la conduttura e per questo ora mi trovo nella situazione di dover scavare per circa 150 metri, fortuna che i ragazzi mi stanno aiutando!
Altre note negative sono nell’aver appreso che il governo, in aperto conflitto con la Chiesa, sta rendendo difficile la vita degli hogar attraverso molte ispezioni, spesso a sorpresa, ed ogni occasione è buona per metterli sotto inchiesta o denuncia: si è arrivati a querelare persino un educatore per aver solo detto ad un bambino di stare tranquillo! L’atmosfera è un poco cupa anche perché lo Stato non aiuta e mette i bastoni sulle ruote, arrivando ad esigere che si controlli in maniera dettagliata l’operato dei centri di accoglienza per minori e pretendendo di comandare senza dare un soldo in più. Poiché i costi stanno aumentando e le entrate, per effetto della crisi, sono diminuite si è deciso di ridurre il numero dei ragazzi e, di conseguenza, il personale: non è stata una scelta facile ma bisogna essere realisti, se non ci sono i fondi questa era l’unica soluzione. Ad andarsene saranno i più grandi che andranno dai Salesiani mentre altri andranno in altri hogar o ritorneranno in famiglia: la cosa un po’ mi dispiace perché con molti di loro avevo instaurato un bel rapporto ma quanto è stato deciso è per il loro bene e sapevo che la loro permanenza qui non sarebbe stata eterna ma rappresenta soltanto una tappa della loro vita, in cui ho avuto la fortuna di accampagnarli.
Non sono mancati però gli aspetti positivi: tutti, personale compreso, ha gradito il mio ritorno e soprattutto ho avuto il piacere anche quest’anno di essere padrino di due ragazzi. Il primo, Jorge Daniel, è stata un po’ una sorpresa: un anno fa aveva fatto la prima comunione ma soltanto pochi giorni fa si è scoperto che non era stato battezzato per cui bisognava rimediare! Visto che la madrina della comunione non poteva venire, la scelta è ricaduta su di me e, visto che al fanciullo non dispiaceva questa possibilità, non mi è rimasto che accettare. Il secondo è David, un bel bambino che non parla molto ma è un monello: non aveva nessuno che si era offerto di fargli da santolo per la prima comunione e non potevo di certo tirarmi indietro, visto che ci teneva. La domenica pomeriggio per festeggiarli li ho portati in città a passeggiare, a mangiare un gelato ed infine siamo finiti in sala giochi dove ci siamo divertiti un sacco: a volte basta davvero poco per renderli felici! Ed è bello poter ricominciare così, ripartendo da dove ci si era lasciati, ma con tanto entusiasmo in più!
Har baje    

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