giovedì 13 settembre 2018

E si raccolgono i frutti (e le verdure)!!!

Più laboriosi, non sempre facili ma alla fine ci hanno dato grande soddisfazione: questi sei mesi di attività nell'orto sono stati belli tosti e personalmente li considero tra i migliori di sempre. Motivo? Soprattutto il fatto di aver condiviso qualcosa coi ragazzi, di averci scherzato, di non esserci presi troppo sul serio e di parlare tra noi di tutto e di più, senza timore.
Il primo passo di quest'anno è stato quello di comprare della terra nera e del fertilizzante naturale visto che il suolo dell'orto è per lo più arenoso e questo non aiuta molto nella crescita delle piante, successivamente si è provveduto a scavare e portare via il terreno che non serviva per poi rimpiazzarlo con quello acquistato di recente: non ricordo quanti giri abbiamo fatto con le carriole! Abbiamo poi risistemato le bobine e sostituito le latte ossidate con delle bottiglie di plastica riempite con la sabbia, studiato come collocare i pali per i pomodori in modo che resistano al forte vento di agosto e settembre, siamo andati a raccogliere altro concime naturale da un allevamento di mucche qui vicino... Insomma un lavoraccio: devo ringraziare i ragazzi perchè non si sono fatti pregare e si sono fatti trovare sempre pronti ad aiutarmi, anzi quando la fatica si faceva sentire erano i primi a sdrammatizzare ed a ridere distogliendo così l'attenzione da quanto stavamo realizzando, tirando su il morale mio o degli altri quando le cose non andavano nel verso giusto. Quest'anno poi si sono fatti più propositivi: ciò non può che rallegrarmi perchè ormai sentono l'orto come suo o meglio nostro visto che non è solo frutto di una mia idea ma è il prodotto delle mani di chi ha voluto vivere quest'esperienza!
Raccolta della papaya
E sì perchè come sempre lascio ai ragazzi la scelta se condividere o meno quest'attività con me: stavolta ho optato per 5 gruppi per un totale di 12 fanciulle e 9 maschietti, qualcuno è una scommessa per il carattere turbolento ma ho deciso di accettarla in quanto già in passato ho notato che chi era il più vivace si è rivelato tra i più bravi.
Abbiamo seminato insieme, legato i pomodori quando crescevano, trapiantato l'insalata e le piantine di prezzemolo, origano e peperoni: dovreste aver visto le loro facce quando lo facevano, si notava che ci mettevano una gran passione nel farlo, erano attenti a ciò che gli consigliavo, mi chiedevano sempre più di una conferma e mi regalavano un sorriso ad ogni mio cenno positivo o ad un complimento per il lavoro svolto.
Non tutto ciò che riguarda l'orto gli va a genio: la cosa che più fanno fatica a fare (ed ammetto che anche a me risulta indigesta) è il togliere le erbacce e mantenere così tutto pulito. Questa però è l'occasione più ghiotta per conversare: spesso mi fanno domande sull'Italia e sulla mia vita ed io non mi tiro indietro, ci scambiamo opinioni sui film che hanno visto e sulle canzoni che hanno ascoltato sulla radio, capita che mi fanno richieste volte a saziare la loro curiosità e si arriva anche a confidarsi sui propri sogni ed ambizioni... Ed è così che un qualcosa che potrebbe essere noioso si trasforma in una possibilità per arricchirsi e conoscersi meglio!
Una delle prime domande che mi fanno prima di cominciare è se è cresciuto qualcosa e mi piace notare il loro stupore, la meraviglia che provano nel constatare che l'insalata o gli spinaci o le carote sono cresciute, che l'aglio è germogliato così come le cipolle ed a rilento anche i pomodori stanno maturando: è una gioia che mi contagia e mi fa dimenticare che la crescita degli ortaggi è avvenuto lentamente a causa del freddo che è stato più lungo e più intenso che in passato.
I momenti più belli sono quelli della raccolta: i ragazzi sono letteralmente elettrizzati perchè l'attesa è finita ed ora i loro sforzi vengono premiati! Poco importa se c'è da sporcarsi, da scavare in profondità nella terra a mani nude per trovare le carote o per non rompere la yuca o il camote, se per prendere i limoni maturi a volte ci si graffia oppure bisogna dare una ripulita all'insalata: ci sono attimi di vera felicità e di emozione che traspare dalle loro voci quando mi chiamano per farmi vedere quanto presente nelle loro piccole mani!
Devo ringraziare perchè nonostante un inverno un po' più rigido del normale abbiamo potuto evitare di comprare la lettuga per circa due mesi e mezzo e gli spinaci per circa un mese, con la yuca si è potuta proporre una colazione speciale e molto apprezzata dai bambini, abbiamo garantito più di una limonata a pranzo ed abbiamo contribuito alla cucina con una borsa di carote, in attesa di aumentarne la produzione grazie ad alcuni consigli di Don Eliseo. Il tutto aspettando i pomodori che finalmente stanno sul punto di essere raccolti: lo considero il nostro premio per l'impegno, la costanza e la voglia messa in campo da tutti, nessuno escluso.
Un grazie speciale va ai miei ragazzi per quanto sono stati capaci di fare in questi mesi, per il rendermi partecipe, per il contagiarmi con la soddisfazione che provano quando a tavola vedono il frutto del loro lavoro e con i loro occhi che brillano quando confermo loro che quello che stiamo mangiando viene dall'orto e soprattutto per le belle chiaccherate tra amici fatte mentre stavamo condividendo impegno e fatica in quest'esperienza, che spero sia arricchente per loro quanto lo è per me.
Har baje

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