mercoledì 22 agosto 2018

Encuentro de los hogares 2018

Ormai è un appuntamento fisso: ad agosto l'incontro degli hogares, promosso dalla comunità salesiana di Santa Cruz, non può mancare. Ho perso il conto di quante volte vi ho partecipato ma non mi stancherò mai di dire che ogni volta mi lascia qualcosa di buono, delle belle sensazioni che porterò dentro a lungo.
In generale cerco di non crearmi grandi aspettative quando sto per vivere qualcosa di nuovo ma domenica scorsa ho fatto un'eccezione: grande era la voglia di rivedere tutte le mie figliocce, che per la prima volta si trovano tutte accolte in altri centri, e di riunire in quest'occasione tutti i fanciulli che mi hanno scelto come padrino per cui già mi immaginavo la mia felicità di stare tutti insieme almeno per un paio d'ore. Purtroppo non è stato così: questo mio desiderio era in parte già naufragato quando venerdì Bautista è stato ricoverato in ospedale, poi ha dovuto lasciare spazio ad una sorta di tristezza nello scoprire, al momento di entrare nella struttura dove sarebbe stata celebrata la Messa, che dei centri in cui erano ospitate Andrea, Sandra e Ruth Karen non c'era traccia. E' stata una bella doccia gelata ma dovevo riprendermi presto per prendermi cura dei miei ragazzi poichè in questa uscita ero il loro responsabile vista l'assenza di Liliana.
Durante la celebrazione eucaristica noto che ci sono meno hogares presenti e mi do mille ragioni per la loro assenza, da qualche impegno improrogabile alle difficoltà economiche in cui molti navigano, ma non posso non notare gli sguardi dei miei fanciulli che andavano alla ricerca di vecchi amici o dei loro fratelli tra decine di bambini ed adolescenti presenti e l'espressione di felicità che esplodeva nei loro volti quando avevano trovato finalmente quello che stavano cercare. Nell'aria si respira la voglia di stare insieme, di ridere, di giocare: è quella che chiamo la magia di quest'incontro, che potrà essere ripetitivo nel suo programma ma non perde mai questa sua stupenda caratteristica che poi è il suo marchio di fabbrica.
Durante le esibizioni di danze e di canti comincio a vedere vecchi volti, quelli dei giovani che ho visto crescere e poi uscire dal centro: scambiamo qualche battuta, qualche sorriso e mi fa piacere averli incrociati ancora una volta. Qualcuno mi stupisce perchè mi aveva notato ed è venuto appositamente vicino per regalarmi una pacca sulla spalla, la gioia di avermi incontrato anche se abbiamo camminato insieme soltanto per qualche mese. E' bello rivederli e riabbracciarli, soprattutto quando era da molto che non lo facevo: ho passato dei momenti belli ed altri meno con loro, sono rimasti nel mio cuore e spero che nei loro ci sia un po' di spazio anche per me. Aver vissuto quei pochi attimi durante questa specie di grande riunione di famiglia vale moltissimo per me perchè mi rinfranca, mi permette di conoscere come questi fanciulli stanno portando avanti la loro vita. Posso dirmi contento ma avvertivo che mancava ancora qualcosa per farmi dire che è stata una giornata davvero positiva perchè purtroppo non avevo ancora potuto incontrare chi volevo.
Ad un tratto ho un sussulto: esattamente dalla parte opposto a dove sono seduta c'è una ragazza con una maglietta rosa fosforescente che attira la mia attenzione, mi sembra di conoscerla anzi so esattamente di chi si tratta: è Andrea, la mia figlioccia! Vorrei andarle incontro, abbracciarla ma ho più di un'esitazione perchè qualcuno di chiede di portarlo al bagno, gli educatori mi chiedono qualche delucidazione, devo aspettare che mi comunico dove andremmo a mangiare: praticamente il dovere ha la meglio ma mi riprometto che dopo il pranzo andrò a cercarla.
Non riesco a mantenere questa promessa perchè è Andrea che mi trova per primo: mi abbraccia, è contenta di vedermi e mi racconta come va a scuola. Dopo qualche minuto ci salutiamo perchè vuole andare a giocare in modo da accumulare punti che le permetteranno di vincere dei premi: non posso dirle di no però questi pochi momenti con lei sono stati preziosi, hanno dando un senso in più alla mia presenza in quest'incontro. Riesco a vedere il tutto in modo ancora più positivo ed ho l'occasione di poter parlare con altre vecchie conoscenze e di notare di come fossero cresciute. Subito dopo c'è stato un episodio che mi ha profondamente colpito: una ragazza che era stata da noi e che si stava avviando alla vita di strada era lì e ha fatto il mio nome, regalandomi un bellissimo sorriso ed è stata una cosa davvero meravigliosa perchè sembra che abbia ritrovato quella forza necessaria a far cambiare di direzione la sua vita... L'espressione che mi ha donato rappresenta il coraggio e la sua voglia di ricominciare nonché la felicità di aver fatto questa scelta: so che la sua strada non sarà tutta in discesa, tutt'altro, e che avrà molti ostacoli da affrontare ma il fatto che sia lì mi rende contento ed orgoglioso di quanto è riuscita a fare, mi spinge a tifare per lei con tutte le energie che ho in corpo affinchè continui per questo cammino!
Sul finire dell'incontro incrocio nuovamente Andrea che corre ad abbracciarmi e mi fa una raccomandazione: quella di andarla presto a trovare nel centro dove vive... Non posso dirle di no, dalle sue parole capisco che ci tiene a me e non posso deluderla perchè già in passato le persone a cui più teneva lo hanno fatto e lei non lo merita affatto. Quanto mi ha detto mi accompagna per tutto il tragitto verso casa, così come tutti quei volti che ho potuto rivedere, gli abbracci ed i sorrisi ricevuti: mi sento amato e non mi resta che ringraziare la magia dell'incontro degli hogares per questo.
Har baje

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