martedì 3 gennaio 2017

Encargado

Da circa una settimana è tornata finalmente Liliana: è stata via all’incirca per tre settimane, lasciandomi le redini dell’hogar. Non è certo una novità: quando lei non c’è cerco di sostituirla dando il meglio per non tradire la fiducia che mi ha riposto. Nel caso di dubbio o di qualche imprevisto non esito a contattarla per telefono per avere conferma o un consiglio su come intervenire per non commettere qualche “passo falso”: stavolta però è stato un po’ diverso perché la meta delle sue vacanze non si trovava da qualche parte qui in Bolivia ma in Italia!
Confesso che qualche timore prima della sua partenza ce l’avevo, un po’ di paura e di pressione me la sentivo addosso ma le sue parole, il suo credere in me, la sua certezza che l’hogar è in buone mani ed anche l’appoggio di Padre Octavio e del personale mi hanno dato fiducia e tutto è andato bene. L’unica perplessità era il fatto di non poterla chiamarla per avvisarla di un problema urgente, le potevo mandare un messaggio ma la distanza ed il fuso orario non aiutavano e spesso con le sole parole scritte volte è facile fraintendersi, non si riesce arrivare a capirsi: parlarsi faccia a faccia a mio avviso è tutta un’altra cosa. Per un breve periodo è venuto a mancare quel salvagente che mi ha aiutato ad affrontare la quotidianità del centro, costellata di imprevisti e di fulmini a ciel sereno.
Non ho mancato di informarla su come andavano le cose, magari omettendone alcune per evitare di farla preoccuparla e di rovinarle le ferie, ma in varie situazioni l’ho pensata cercando una soluzione, domandomi “se Liliana fosse qui cosa farebbe?” e ricordandomi di come si era comportata in circostanze simili. Di certo non sono come lei per cui non sono mancati i momenti in cui ho agito come meglio credevo ed avevo poi una freccia al mio arco che non potevo dimenticare: il personale che lavora qui! In questo periodo si sono avvicendati e l’unico punto fermo ero io però non ho mai esitato ad ascoltarli, a sentire un loro parere perché è meglio sentire qualcun altro che fare di testa propria, anche se poi la decisione spettava esclusivamente a me. Devo dire che grazie anche a chi lavora qui me la sono cavata bene e devo ringraziarli uno a uno per avermi sostenuto e dato una mano preziosa nelle settimane che mi hanno visto a “capo” del centro.
Non si trattava solo di sostituire Liliana, ricevendo tra l’altro le donazioni e le visite di gruppi che fortunatamente sono molte durante le festività natalizie e ringraziando per quanto generosamente ci è stato dato: sono stato in infermeria a tempo pieno nei primi dieci giorni di dicembre e successivamente sono stato responsabile della dispensa per cui dovevo preparare quanto la cuoca avrebbe fatto l’indomani per colazione, pranzo e cena; mi sono improvvisato chef per un giorno perché nessuno del personale non poteva venire a cucinare e per qualche cena perché volevo che chi era rimasto qui in hogar potesse mangiare qualcosa di speciale, di diverso rispetto a quanto ogni giorno si trovano nel piatto; ho cercato di coordinare il lavoro tra educatori; ho fatto da psicologo per chi stava giù oppure chi ne combinava di tutti i colori; mi sono ritrovato a mediare tra le esigenze del papà che di recente ha ottenuto di riavere i suoi figli e le regole fissate del centro, sottolineando l’importanza del rispetto; nel mio giorno libero non ho avuto alcuna esitazione di uscire con un gruppo di 5/6 fanciulli per farli uscire un po’ dalla quotidianità del centro e vederli felici; ho fatto da imbianchino e ho sistemato con don Claudio tutto il dormitorio maschile facendo una manutenzione integrale, arrivando anche a montare i letti nuovi… Tutte cose che senza l’appoggio di chi lavora al mio fianco non sarebbe stato possibili, abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra e dove non potevo fare io ecco che c’era sempre qualcuno che mi poteva rimpiazzare, magari senza dirmelo per poi avvisarmi dopo: sono stati eccezionali!
Ammetto però che quando ho visto Liliana uscire dall’aeroporto ho fatto un respiro di sollievo: anche se avevo solo 25 ragazzi da gestire non sempre è stata una passeggiata ed averla di nuovo qui mi fa sentire più sicuro, so che in caso di difficoltà potrò contare sulla sua presenza, oltre a quella di tutto il personale. 
Har baje

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