mercoledì 27 gennaio 2016

Sistemiamo i tetti?

Eccomi tornare sull’argomento del tetto a qualche mese di distanza (clicca qui per vedere il post precedente) e stavolta, lo ammetto, mi costa farlo e provo un po’ di vergogna nel chiedere una mano per un progetto che è molto più grande di quanto pensassi: so che non costa niente farlo, non c’è niente da perdere e tutto da guadagnare ma, dopo essere riuscito finalmente ad avere due preventivi, l’idea di mettere mano alla copertura dell’hogar la vedo come una chimera, una meta difficilmente raggiungibile perché richiede una cifra davvero importante.

Lo so, mai porre limiti alla Provvidenza ma stavolta forse è chiedere troppo: lo si può intuire dai due consuntivi sotto riportati, in cui sono presenti delle note che vogliono agevolare la comprensione del tipo di intervento da realizzare.

PROGETTO A - RIFACIMENTO DEL TETTO CON DURALIT


PROGETTO B  - RIFACIMENTO DEL TETTO CON TEGOLE


Comparare le due proposte non è stato semplice: le misurazioni sono differenti (il progetto A considera strutture che il B non prende in considerazione), così come i materiali e la tipologia di intervento sebbene la mia richiesta era stata ben precisa. Per permettere un raffronto perlomeno economico ho optato per utilizzare un cambio boliviano/dollaro statunitense pari a 6,86, visto che il cambio boliviano/euro in questo periodo è molto instabile. Nonostante sia più economico e preveda il rifacimento sia di tetto che di solaio, il preventivo A è più impreciso (ad oggi non ho avuto risposta alla domanda su cosa siano i blocchi indicati) e presenta più di un rischio per la salute dei ragazzi; il piano B risulta più dettagliato ma non mette mano al soffitto: personalmente lo preferisco ma è molto più oneroso.
Cos’è che mi ha spinto ad accelerare su questo fronte? Sicuramente il fatto che a dicembre ho scoperto per puro caso che il soffitto, soprattutto nel dormitorio maschile, ha presentato dei buchi e delle macchie di umidità, segno che nel tetto ci sono delle fessure dove penetra l’acqua piovana. Preoccupato della cosa ho osservato le strutture più attentamente ed ho notato come dappertutto le tegole si sono mosse, sono scivolate verso il basso in quanto il cemento che le teneva unite ha ceduto: si potrebbe tacconare ma sarebbe rimandare il problema al massimo di un anno. Personalmente poi ho dovuto rompere le parti di solaio del corridoio esterno che stavano cedendo, per evitare il rischio che qualche calcinaccio possa cadere in testa ai ragazzi: da qui l’amara scoperta che le traverse di legno risultano marcite e in qualsiasi momento possono spezzarsi per il peso delle tegole che devono sostenere. Con le piogge in arrivo mi dicono che la situazione potrebbe peggiorare.
Consapevole che la somma da investire è notevole e non è alla portata delle casse dell’hogar, ritengo che bisognerà intervenire a pezzi: se e quando ci saranno i soldi si interverrà dove sarà più necessario (la lavanderia ed il dormitorio maschile sono le strutture messe peggio), cercando di non sottrarre risorse gli altri bisogni dei ragazzi e del centro. L’unica cosa di cui sono sicuro è che la ristrutturazione del tetto non dipende da me, posso soltanto farmi portavoce di un problema che non posso ignorare: non mi resta che affidarmi, forse molto di più che in passato, alla volontà divina e da tutti coloro che, armati di buone intenzioni, ci vorranno dare una mano nel realizzare questo progetto.
Har baje



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