domenica 10 gennaio 2016

Di nuovo al completo!

Ieri l’hogar si è finalmente riempito: tutti i ragazzi che erano andati in vacanza son tornati! Devo ammettere che mi son mancati, ho provato nostalgia di quel rumoreggiare che riescono a fare soltanto quando sono al completo, delle loro grida, delle loro risate e dei loro volti tant’è che risentire nuovamente quel brusio inconfondibile che veniva dal refettorio durante la cena mi ha rallegrato e messo di buon umore.
La giornata mi ha fatto vivere dei bei momenti, facendomi meravigliare di come alcuni siano cresciuti molto e rallegrare che lo stare con le persone care sia stato positivo, ma ci sono stati dei flash che più di altri hanno lasciato un segno indelebile nella mia mente: uno di questi è senza dubbio l’arrivo di Israel che mi sfoggia un sorriso smagliante e con grande orgoglio mi dice che ora ha la carta d’identità e, soprattutto, porta anche il cognome del padre… Una cosa importante perché prima portava solo quella della mamma e si avvertiva che ne soffriva, si notava dal suo comportamento che sentiva come se la sua identità fosse incompleta mentre ora lo vedo più felice perché almeno porta con sé  qualcosa che gli ricorda di avere un padre… Credo che queste vacanze se le ricorderà a lungo proprio per questo bel regalo! Non posso però dimenticare la tristezza che lo stesso ha provato nel salutare la madre, consapevole che potrà vederla tra un mese a condizione che questa ottenga il permesso del giudice, e ho cercato di consolarlo quando qualche lacrima gli ha rigato il volto.
Lacrime come quelle della sorella di Abel e Alejandro, che non riusciva a non singhiozzare e a trattenere il pianto nel riaffidarmi i due: era profondamente commossa, come i suoi fratelli, e non riuscivo a mostrarmi indifferente, ero quasi intimidito nel domandargli come si erano comportati durante questo periodo con lei e dirgli di salutarli… Gli ho lasciati da soli perché si congedassero, si trattava di un momento tutto loro e mi sentivo un intruso al solo assistere alla scena: spesso questa è la cosa più triste che capita quando c’è il ritorno dalle vacanze, si nota che c’è la voglia di non separarsi anche se i familiari e i padrini sono consapevoli di non aver le risorse necessarie per far crescere questi piccoli e traspare l’amore reciproco che provano.
Ci sono stati anche pianti di gioia: è il caso di Sandra, che nel vedermi prima si è nascosta per poi abbracciarmi scoppiando in un mare di lacrime. La sorella che l’ha riaccompagnata mi confida che non vedeva l’ora di vedermi e che gli mancavo molto. L’ho dovuto consolare a lungo e l’ho coccolata un po’: è da pochi mesi che è qui e si è rapidamente affezionata a me, tanto da chiedermi di essere il suo padrino di prima comunione. Forse è stato il momento più forte di tutta la giornata: mi riempie di orgoglio il fatto che questa bambina abbia scelto proprio me come una figura importante nella sua vita, visto che ha perso sia la mamma che il papà, e il cuore si è colmato di gioia nel ricevere questo gesto, che rappresenta la più spontanea e semplice manifestazione d’affetto che ricordi di aver ricevuto.
Non sono mancate le recriminazioni e qualche delusione, come nel caso di Daniel che, restando un po’ in mia compagnia, mi confida che voleva stare a casa ancora per qualche giorno, almeno fino a quando non fosse iniziata la scuola perché voleva essere d’aiuto ai suoi genitori: sua madre ha gravi problemi di salute, ha un fratellino di appena un anno e suo papà lavora tutto il giorno per garantire le spese sanitarie della coniuge per cui la sua presenza sarebbe stata preziosa vista la latitanza dei fratelli più grandi.
Ora, con tutti i ragazzi presenti, comincia un periodo intenso: dovremo gestirli tutta la giornata finchè a febbraio non ricomincerà la scuola e la parola d’ordine sarà di portare molta pazienza, soprattutto con quelli che hanno avuto la possibilità di passare le vacanze fuori dal centro perché è come se la loro mente si fosse resettata e si sono dimenticati le regole della nostra comunità. Saranno giorni in cui dovrò dare il benvenuto a nuove facce, come già successo in questi primi giorni dell'anno, e congedarmi da qualcuno, destinato ad altri hogares o al ritorno tra i propri cari: nel secondo caso so che non sarà facile, è uno degli aspetti negativi della vita del centro, ma ringrazio il Cielo per avermi dato la possibilità di aver potuto camminare per un po’ con ciascuno di loro.
Har baje

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