giovedì 20 dicembre 2018

Sorrisi che valgono


Credo sia il progetto più riuscito in questi anni: sono i risultati a dirmelo ma soprattutto è il modo in cui è stato portato avanti ad indicarmelo... L'ortodonzia per tre ragazzi ha centrato tutti gli obiettivi prefissati, anche se per un fanciullo ancora non è conclusa, e mi ha lasciato veramente soddisfatto e felice per quanto raggiunto.
Voglio essere sincero: in realtà a beneficiare di questo trattamento non sono stati solo tre in quanto vanno aggiunte Sandra, una mia figlioccia di cui mi sono preoccupato personalmente di coprire le spese, e la coppia formata da Heidy (che da quest'anno non è più nel centro) ed Alejandra, già in cura dal dentista che mi ha pregato di seguire nell'igiene orale e nel portarle ai controlli con una certa regolarità. Non rientrano poi nel conteggio tutti i bambini che porto allo studio odontoiatrico per problemi di carie, infiammazioni alle gengive e dolori della cavità orale e che ricevono gratuitamente le cure di cui hanno bisogno assieme a delle manifestazioni di affetto nei loro confronti: per tutto questo devo ringraziare non so quante volte Luis, il marito di Liliana, che è sempre disponibile con il suo staff ad aiutare i miei piccoli amici. Devo riconoscere che è proprio lui e la sua buona volontà a rappresentare il centro del progetto perchè senza la sua presenza quasi sicuramente tutto ciò non sarebbe stato possibile ma è da riconoscere che non è il solo fulcro a far funzionare la cosa perchè ce n'è un altro fondamentale: senza le donazioni che mi arrivano periodicamente, senza i sacrifici fatti da chi mi invia qualcosa per questi fanciulli tutto sarebbe rimasto sulla carta, rappresenterebbe solamente un sogno in attesa di diventare realtà chissà quando.
In tutto questo io ho fatto ben poco: il solo metodo che mi attribuisco è quello di aver dato inizio al tutto parlando e pianificando il tutto con Luis, di portare i ragazzi ai vari appuntamenti ed ogni sera di controllare la pulizia dei sera e di somministrargli del collutorio. A poco a poco i beneficiari hanno cominciato ad avere sempre più fiducia in me, cercandomi non appena notavano un gonfiore delle gengive o avvertivano del dolore per via dell'apparecchio oppure avevano perso un bracket: ero il loro punto di riferimento e sapevano che in qualche modo avrei trovato la soluzione ai loro problemi o avrei chiamato subito il dentista per sapere come meglio procedere.
Non sono mancati i problemi perchè all'inizio molte volte gli attacchi si staccavano dai denti e si è dovuto togliere qualche dente: c'è stato chi ha dovuto vincere la sua paura e mi ha chiesto di stargli vicino, cosa che poi è diventata un'abitudine visto che i ragazzi si sentivano più a loro agio quando ero presente mentre Luis mettevano mano alla loro bocca e guai se mi allontanavo anche solo per un momento! C'è voluta tanta pazienza soprattutto coi maschietti che, oltre ad essere i casi più complicati, sono stati quelli che danneggiavano maggiormente l'apparecchio: li ho dovuti incoraggiare, a volte riprenderli ma alla fine i risultati sono arrivati.
C'è voluto del tempo, all'incirca un anno, ma ne è valsa la pena: dovreste aver visto l'espressione incredula di ciascun fanciullo quando gli è stata tolta la prima fila di bracket! Non potevano credere ai loro occhi quanto si vedevano allo specchio: i loro denti non erano più storti ma dritti, gli pareva strano non sentire più la presenza di qualcosa di metallo in bocca quando li toccavano con la lingua. Erano felici ed io con loro, condividevo con loro questo momento perchè avevamo camminato insieme verso questo obiettivo e ci siamo riusciti. Mi ricordo ancora l'espressione di Sandra quando Luis gli ha tolto completamente l'apparecchio: era stupita del risultato, incredula ma allo stesso tempo gli si poteva leggere la gioia negli occhi... Guardava sorpresa la sua immagine riflessa ed il suo sorriso: era bellissimo e mi ricompensava di tutte le volte che sono andato al centro in cui si trova da febbraio per portarla dal dentista, ero al settimo cielo perchè lei lo era. Le stesse emozioni le ho provate con Zulma e Teodoro: ogni volta che li vedo sorridere il cuore mi si riempie di allegria perchè colgo la loro soddisfazione per il risultato raggiunto ed ho la consapevolezza che tutto ciò è stato reso possibile grazie ad uno splendido gioco di squadra in cui Luis, tutti gli amici italiani che hanno a cuore questi fanciulli ed i bambini stessi sono stati i grandi protagonisti mentre io ho dato un piccolo contributo, ho fatto un po' da “mediano” cercando di metterli in azione e di spronarli quando serviva.... Non è stato semplice ma lo rifarei perchè quei sorrisi mi dicono tutto, mi raccontano che quando si uniscono le forze e si vuole fare del bene tutto andrà bene e valgono più di qualsiasi altra cosa per me e soprattutto per i ragazzi che ho potuto aiutare grazie al sostegno di molti.
Har baje

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