mercoledì 26 luglio 2017

Preoccupato

Non posso fare troppi giri di parole né posso fingere che vada tutto bene, sono preoccupato: ancora una volta uno dei miei figliocci è all'ospedale ed è di nuovo Bautista.
Mercoledì scorso in più di un occasione ha vomitato catarro, non è una novità che lo faccia sopratutto quando c'è un repentino cambio di clima, ma più volte questo era accompagnato da del sangue: è bastato ciò per mettermi in allarme. Ho avvisato Liliana, ha capito che ero abbastanza scosso da questo fatto e cercato di tranquillizzarmi sul fatto che sicuramente tutto andrà bene.
Cerco di mantenere sereno il ragazzo, cercando di camuffare i miei timori, e lui mi sorride dicendo che sta già bene: so che è una bugia visto che ha una paura matta di andare all'ospedale e che gli facciano qualche iniezione. Lo prendo in disparte e gli chiedo se c'è qualcosa che lo preoccupa perchè glielo leggo in faccia: mi fissa e comincia a confidarsi, lo ascolto attentamente in quanto a volte non è facile capirlo per le sue difficoltà a parlare. Mi dice che teme che gli facciano male, che gli mettano un ago nel braccio ma gli rispondo di non pensare a questo, è importante che vada per capire cosa c'è che non lo fa star bene e perchè possa sanare una volta per tutte: se avverte dolore può prendere ed afferrare la mano di qualcuno che gli sia vicino in quel momento, purtroppo io non sarò con lui ma sarò lo stesso al suo fianco accompagnandolo col pensiero. Dopo questa chiaccherata ha preso fiducia e mi ha regalato uno dei sorrisi che solo lui sa fare, io ho ricambiato nonostante avessi la forte sensazione che non sarebbe tornato presto all'hogar.
Non mi sono sbagliato, anche se avrei tanto voluto il contrario: è stato trattenuto per accertamenti, stavano aspettando delle analisi per sapere se mandarlo a casa o meno e purtroppo il verdetto è stato negativo, sarebbe stato ricoverato per almeno una settimana. Una notizia che ha scombussolato il centro, perchè questo significava che il personale doveva turnarsi per dare a Bautista l'assistenza necessaria con la conseguenza che ognuno doveva impegnarsi un po' di più per coprire il compagno che si trovava ad accudire il ragazzo, ed il sottoscritto, scosso da questo epilogo visto che dall'ultimo ricovero si è fatto tutto quello che i medici avevano prescritto.
Domenica pomeriggio è toccato a me fargli compagnia: appena si è accorto della mia presenza ha sorriso e dai suo occhi si leggeva una certa felicità nel vedermi, era dalle prime ore che era lì che non faceva che chiedere di me. L'ho aiutato a mangiare perchè aveva una mano fuori uso per via del siero che gli avevano collocato e, per la sua difficoltà a muoversi, era meglio imboccarlo. Ho risposto alle sue domande, l'ho fatto ridere e mi confortava il fatto che quasi sempre era sorridente. La cosa più dura è stato il momento in cui hanno dovuto mettere l'ago per iniettargli il siero sull'altro braccio visto che la vena si era seccata: quanto ha pianto e ha gridato! E proprio in quegli attimi mi ha sorpreso poiché ha cercato e stretto forte la mia mano, memore di quanto gli avevo detto qualche giorno fa: voleva sentire qualcuno vicino a lui in quel momento ed il destino ha voluto che fossi io! Non è stato semplice nemmeno accompagnarlo in bagno perchè ha voluto a tutti i costi camminare, lui che di solito si muove in carrozzella: ho voluto assecondarlo, consapevole che quando si mette in testa qualcosa non c'è verso di cambiargli idea ma anche cosciente che non sarebbe stata una passeggiata per il fatto che dovevo afferrarlo e tenerlo ben stretto ad ogni suo passo in modo che non perdesse l'equilibrio e contemporaneamente sollevare e portare con me il palo su cui era appesa la sacca di siero che era collegata al braccio del fanciullo. Da sottolineare il fatto che il bagno distava una decina di metri e il ragazzo avvisava sempre all'ultimo momento: per tre volte mi è andata bene ma al quarto tentativo mi ha orinato lungo il tragitto... Che rabbia!
Nel vederlo assorto mentre guardava la televisione oppure dormicchiava mi interrogavo sul suo futuro, su che sarà di lui... Da quando è arrivato all'hogar nessuno gli ha mai fatto visita: che sarà di lui quando dovrà andare via? Da quando è qui ha fatto notevoli progressi ma non sono sufficienti per essere autonomo, inoltre i problemi di salute sembrano non lasciarlo in pace... Si sta facendo il massimo per lui ma sembra non essere sufficiente: non è forse il caso di mandarlo in un centro più specializzato per la sua situazione, se mai ci fosse? Domande che nascono spontanee perchè ho a cuore questo fanciullo e soprattutto per la fiducia che ha in me, per l'affetto che ha voluto donare ad un perfetto sconosciuto e che l'ha spinto a sceglierlo come padrino per il suo battesimo.
Per uno strano scherzo del destino domenica era la giornata dell'amicizia: sono contento di averla trascorsa con questo piccolo grande amico, capace di farmi vedere il mondo in un modo del tutto nuovo e di spingermi a tirare fuori il meglio per gli altri vincendo le mie debolezze. Bautista rimettiti presto!
Har baje

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